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Il segreto della scioltezza

Una delle differenze fondamentali tra un corpo giovane e un corpo vecchio è la scioltezza dell’uno e la rigidità dell’altro: scioltezza = giovinezza.

Gli adepti dello Yoga hanno una straordinaria scioltezza muscolare fino all’età più avanzata. Negli ashram dell’India spesso gli anziani sono più sciolti e agili dei giovani.

Lo stiramento dei muscoli precedentemente rilassati costituisce una caratteristica essenziale delle asana e il motivo per cui esse sciolgono meglio e più velocemente la muscolatura.

Il muscolo può trovarsi in 4 differenti stati:
  • la contrazione, che è la fase utile del funzionamento muscolare, durante la quale il muscolo accorciandosi agisce sullo scheletro per permettere il movimento.
  • il tono è lo stato normale dei muscoli svegli, non attivi ma pronti all’azione.
  • il rilassamento, in questo caso il muscolo è disteso come nel sonno e negli esercizi di rilassamento.
  • l’allungamento, avviene per mezzo di una naturale azione esterna. Il muscolo è allungabile entro il suo limite normale di elasticità. Quando il limite massimo stato raggiunto può essere ancora allungato ma lentamente, meglio se sarà rilassato. Lo stiramento e l’allungamento inoltre vuotano il muscolo a fondo; appena cessa la trazione, il muscolo riprende il suo volume normale ed aspira il sangue arterioso che lo bagna, lo purifica e lo nutre. Tutto ciò spiega perché le asana conferiscono scioltezza prima e meglio di qualsiasi altro metodo. Ogni stiramento aumenta il limite normale di elasticità muscolare, conferendo al corpo sempre maggiore scioltezza e agilità.
Consigli per la pratica

Prima e durante la sollecitazione, che deve essere lenta e progressiva, bisogna concentrare l’attenzione sui muscoli che vengono allungati e rilassarli con cura. Bisogna evitare movimenti ripetuti e veloci.

Il rilassamento dei muscoli, eccetto durante il sonno, è un atto volontario e cosciente; per questo motivo le asana richiedono una grande attenzione. Più saprete vivere le asana, più sarete attenti e concentrati. Meglio vi rilasserete e meglio potrete allungare i muscoli, diventando presto agilissimi. Questa particolare concentrazione costituisce anche un’eccellente esercizio di controllo della mente e prepara al Raja Yoga.

Praticare tenendo gli occhi socchiusi, meglio se in Shambavi Mudra . Rilassatevi brevemente tra le posizioni.

Prima di effettuare un’asana, verificate il vostro grado di rilassamento, poi eseguitela usando il minor numero di muscoli e limitando la contrazione al minimo indispensabile. Continuate a respirare normalmente e profondamente mentre eseguite la posizione. Nella posizione finale rilassate in modo particolare i muscoli sui quali l’asana agisce direttamente.

Sappiate dosare la trazione che dovrà essere lenta e continua. Ricordatevi che lo Yoga esclude la fretta.

Dove concentrarsi durante le asana

Nella pratica delle asana sono indispensabili il rilassamento e la concentrazione. Bisogna ricordare che il principiante deve concentrarsi su punti diversi all’esperto.

a. Durante la fase dinamica
  • Concentrazione sulla tecnica corretta. Il neofita concentrerà la sua attenzione sulla corretta acquisizione della asana in tutti i suoi particolari, fino a quando l’avrà perfettamente assimilata e potrà eseguirla con facilità e naturalezza.
  • Concentrazione sul rilassamento. La concentrazione dovrà convergere anche sull’economia dell’esecuzione dell’asana, che verrà eseguita attraverso l’impiego del minor numero di muscoli e con il minimo sforzo. Non dimenticate il rilassamento del viso, in particolare quello della bocca e della lingua. La rappresentazione mentale aiuterà moltissimo l’adepto. Immaginare l’esecuzione dell’asana perfetta aiuterà molto l’esecuzione corretta della stessa.
  • Concentrazione sul respiro. Bisogna respirare sempre normalmente e profondamente. Si può adottare il respiro Ujjayi.
  • Concentrazione sul movimento costante uniforme. La lentezza di esecuzione dev’essere uniforme, ininterrotta, con una progressione continua e uniforme, in modo che l’esecuzione delle asana abbia una tranquilla potenza somigliante a quella di grande e lento fiume che inesorabile scorra verso il mare. Praticando così la concentrazione viene spontanea perché i vari gruppi di muscoli che determinano il sincronismo necessario per mantenere il movimento lento e uniforme richiedono tutta l’attenzione.
b. Durante la fase statica
  • Concentrazione sull’immobilità del rilassamento. Ci si concentrerà a mantenere l’assoluta immobilità, che è l’elemento essenziale della fase statica. La respirazione dev’essere lenta, profonda, uniforme eguagliando i tempi di inspiro ed espiro. Mentre l’adepto sorveglia il progressivo rilassamento muscolare. Lo stiramento è il segreto attraverso il quale l’ Hatha Yoga ridona ai muscoli la loro normale lunghezza e a tutto il corpo una straordinaria scioltezza.
  • E’ importante in ogni asana mantenere la consapevolezza sull’allungamento della spina dorsale.
  • Concentrazione sul punto più importante dell’asana. Durante il mantenimento dell’asana il praticante avanzato si concentrerà sul chakra o sui chakra che ricevono la maggiore stimolazione da parte dell’asana stessa.
  • Ripetizione del japa. Sarebbe opportuno ripetere mentalmente il proprio mantra o il mantra Om durante la pratica dell’asana. Questo può essere fatto concentrandosi nel chakra stimolato dall’asana o eventualmente salendo e scendendo con il respiro nella spina dorsale.

Giovanni Formisano

Insegnante Yoga

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