non ricordo più chi sono
Passeggiava ogni giorno dopo il lavoro per le strade della sua città. Karine era una donna ricca di interessi, molto affidabile sul lavoro, una manager di successo. Anche la sua vita privata era in armonia con il suo modo di vedere la vita. Un marito, dei figli, dei genitori e dei fratelli che amava. Tutto coincideva, tra vita familiare, lavorativa, personale, spirituale. Si, Karine era una donna molto attenta alla propria anima, non trascurava mai tutte quelle azioni che la portavano in connessione con la sua natura, il suo Spirito. Il suo maestro Suryananda le aveva insegnato le tecniche yogiche per ripulirsi dal carico che ogni giorno la vita sociale, quotidiana, richiedeva alla giovane donna. Molto devota del suo maestro, eseguiva alla lettera ogni suo consiglio: meditazione, alimentazione, asana, pranayama, studi dei testi sacri o ispiranti, ripetizione dei mantra, ascolto di musica rigenerante, analisi dei propri comportamenti. Inoltre Karine si preoccupava molto del suo prossimo e nel suo tempo libero faceva karma yoga con i più bisognosi.
il bene e il male
Aveva creato intorno a sé una moltitudine di presenze benefiche, pronte ad aiutarla nel bisogno. Il suo amore era così sincero che i Deva dei mondi sottili erano attratti dalle sue frequenze. Un giorno mentre tornava dal lavoro, intenta nella sua passeggiata, osservò un uomo che maltrattava una donna che sembrava essere sua moglie. Karine soccorse subito la sventurata che piangeva sotto gli insulti del marito. Tuttavia quando le si avvicinò la donna la guardò con sospetto per qualche secondo, poi girò le spalle e rincorse l’uomo che nel frattempo si era allontanato. Karine fu improvvisamente attraversata da un’ondata di domande, dubbi e di corsa si affrettò per raggiungere il suo maestro nell’Ashram.
il maestro accoglie con amore
Arrivata dal suo maestro si inginocchiò ai suoi piedi e cominciò a piangere. Il maestro che aveva già capito ciò che la portava da lui, le chiese: “Karine cosa ti turba? Hai forse perso qualcosa di così importante da farti cadere nella disperazione?”. Lei rispose con voce tremante: “Non capisco perché una persona dovrebbe soffrire volutamente, senza cercare una soluzione. Perché farsi maltrattare, picchiare e insultare da un altro essere umano? Perché non uscire dall’oblio se qualcuno ti sta tendendo una mano? Dimmi maestro, sono io che non vado bene? Sono io ad essere diversa in questo mondo?”
Il maestro, intenerito dalla sua disperazione, le chiese di seguirlo e la portò in una stanza segreta dove nessuno dell’Ashram poteva entrare. Quando Karine entrò le parve di trovarsi in un laboratorio magico. Le pareti avevano degli scaffali con centinaia di barattoli pieni di erbe essiccate, spezie curative, tinture, estratti, eleoliti, tutto tenuto con grande cura. In un’altra parte della stanza c’erano esposte tantissime pietre divise per tonalità: bianco, viola, rosa, azzurro, verde, giallo, arancione, rosso. In un’altra parte ancora vi erano esposte delle acque curative, idrolati di varie erbe e fiori, un grande alambicco per estrarre le proprietà delle piante. Quel posto le sembrava magico, fuori dal mondo. Si respirava un’aria di pace, sembrava che tutto rallentasse. Il maestro non aveva mai portato nessuno nella sua stanza segreta, ma era consapevole che quell’allieva era speciale, aveva una missione di luce molto importante e doveva aiutarla a trovare le risposte che cercava. Mentre era in quel luogo, cominciò a chiedersi perché era lì, perché si trovava in un posto così prezioso, quando aveva appena assistito ad una scena di violenza inspiegabile?
il risveglio ha il suo tempo
Il maestro la fece accomodare su una poltrona e le porse una tazza con una tisana fatta da lui: “Questa è una miscela di camomilla, lavanda, con una piccola nota di mandarino. Bevila. Ti calmerà.” Con un sorriso rasserenante continuò: “Devi sapere che non tutti coloro che incontrerai saranno sulla tua stessa frequenza, non tutti sono connessi con i mondi sottili. Chi vive in superficie è colpito dall’incantesimo di Maya, l’illusione. Coloro in cui il velo di Maya è molto spesso sono completamente ignari della propria natura, della potenza e della luce della propria anima. Sono convinti costantemente di essere vittime e che il dolore faccia parte del loro cammino. Lo accettano e può diventare per loro quasi una certezza perché è quella la realtà che conoscono e quindi in cui si sentono al sicuro, persino in una situazione come quella che hai visto oggi. Questo baratro creato dall’ipnosi del pianeta induce la maggior parte delle persone a vivere un’esistenza piena di paure di perdere qualsiasi cosa, compresa la vita stessa. A meno che non ci sia un minimo risveglio, anche davanti a mani tese che possono aiutarli, costoro si gireranno dall’altra parte. Proprio come la donna che hai visto oggi, inseguiranno il proprio carnefice. Ci sono tantissime forme di male. Se osservi ti renderai conto di quante persone sono legate a piaceri effimeri e transitori, completamente distaccate dalla possibile connessione tra mondo terreno e spirito. Questo le rende povere quando potrebbero essere enormemente ricche e felici. Quando l’essere umano non riconosce i propri talenti, la sua natura è vittima dell’illusione di essere un corpo che deve finire. E questo gli impedisce di guardare oltre le apparenze, gli impedisce di prendersi ciò che è suo come eredità in quanto figlio dell’Assoluto. In ogni uomo o donna sono racchiuse le scintille Divine che sono in viaggio sulla terra, ma, per poter dare libera espressione a questa potenza, l’individuo deve creare una connessione. E il primo passo è proprio quello di lasciarsi aiutare da coloro che sono già sulla strada del risveglio. Oggi per quella donna è stata una grande occasione persa, non perché non volesse, ma semplicemente perché non era il suo tempo.”
l'anima conosce la verità
Allora Karine rispose: “Forse dovrei cercarla e riprovare fin quando non mi ascolterà!” Il maestro la guardò negli occhi: “No. Non puoi obbligare chi sta dormendo ed è convinto di essere sveglio a cambiare rotta. Deve fare le sue esperienze. Quello che puoi fare per lei è essere un esempio, quella compagnia di cui un giorno avrà bisogno. Continua con il tuo percorso, il mondo Divino è con te. Maestri, Angeli, ti circondano con le loro energie. Durante la meditazione resta un po’ di più nello spazio del cuore, sii grata del bene che hai ed espandilo a coloro che ti circondano. Un giorno quella donna ti incontrerà ancora, forse non qui, forse non ora, ma accadrà. Ed allora vedrà in te ciò che oggi non era in grado di vedere. Tu stessa sarai lo specchio con cui potrà vedere la sua anima. Ora che è tornata la serenità possiamo meditare insieme nel tempio sacro.” Il maestro uscì dalla porta accompagnato dalla sua allieva che oggi aveva imparato una grande lezione.
Non è disperandoci per gli altri che saremo d’aiuto. Piuttosto dobbiamo utilizzare il potere che c’è in noi e di cui siamo consapevoli per creare continui vortici di bene che circondano aree sempre più grandi, dove coloro che si sono persi, potranno aggrapparsi e chiedere aiuto.
A cura di
Mina Formisano
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